Leader religiosi in Germania: credenti siano audaci artefici di pace

2017-09-13 Radio Vaticana

di Francesca Sabatinelli 

I credenti siano più audaci, costruiscano una unificazione spirituale, perché l’incontro e il dialogo disarmano e fermano i violenti. E’ l’invito dell’appello di pace dei religiosi riuniti a Münster e Osnabrück, da  loro firmato al termine dei tre giorni di Incontro internazionale “Strade di pace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio.

Si devono fermare i conflitti, il terrorismo che uccide gli innocenti e ogni forma di violenza, perché a soffrirne sono tutti, soprattutto i poveri e i più deboli della terra: è la richiesta che si è levata dalla Germania, dove le religioni hanno assunto l’importante impegno di dissociarsi dalla violenza in nome di Dio, di non essere strumentalizzate per essere miccia per guerre e terrorismo, ma di dare invece al mondo un’anima, si legge nell’appello, che lo salvi da una globalizzazione che punta sull’economia e sul mercato.

Dalle religioni arriva un “no convinto al terrorismo”. A chiedere la pace - si sottolinea - sono tutti quei popoli “resi poveri e schiavi” dalla guerra, le “vittime della violenza e di un terrorismo senza pietà”, i “profughi e sfollati che, per conflitti e disastri ambientali, hanno abbandonato la loro terra”. Rimuovere “l’avidità di potere e denaro, il commercio delle armi, il fanatismo, il nazionalismo” questo deve essere l’impegno dei credenti, il cui ruolo è innanzitutto quello di “pregare” e di “stare insieme tra diverse religioni” che negli anni è divenuto un “segno di pace”.

Mai rassegnarsi alla guerra e all’indifferenza verso il dolore degli altri” è l'indicazione di Andrea Riccardi fondatore della Comunità di Sant’Egidio che chiede di non accettare "che città e popoli siano preda della guerra e della violenza" e di aprire "nuove strade di pace". A Münster è arrivata la voce dei tanti luoghi di dolore, racchiusa nelle parole del vescovo armeno cattolico di Aleppo, in Siria, Butros Marayati. “La guerra non si combatte con la guerra, ma con il dialogo, il perdono e la riconciliazione”, ha detto, scandendo i nomi degli altri due vescovi della città siriana, il siro ortodosso Mar Gregorios Yohanna Ibrahim e il greco ortodosso Paul Yazigi, rapiti ormai più di quattro anni fa.

Infine, è stato annunciato che sarà Bolonga la sede della prossima edizione della preghiera per la pace nel 2018.

(Da Radio Vaticana)