Intervento del gesuita Michael Czerny- In difesa dei migranti

2017-09-04 L’Osservatore Romano

In preparazione al «Global compact on migration», il patto globale che l’Onu intende adottare entro il 2018 per una gestione sicura, ordinata e regolare del fenomeno migratorio, lunedì 4 settembre si è aperta presso l’Ufficio delle Nazioni unite di Vienna la quinta sessione tematica riguardante il traffico dei migranti, la tratta delle persone e le forme contemporanee di schiavitù, con particolare attenzione all’identificazione, la protezione e l’assistenza delle vittime.

Ai lavori, che si concludono martedì 5, partecipa il gesuita Michael Czerny, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, che ha consegnato un intervento nel quale esprime la profonda considerazione che la Chiesa riserva a tali questioni, poiché «causano sofferenza a un numero crescente» di sfortunati in ogni parte del mondo. Uno scenario complesso, spiega il religioso citando il messaggio di Papa Francesco per la giornata mondiale del migrante 2016, «tristemente caratterizzato da “nuove forme di schiavitù gestite da organizzazioni criminali che vendono e comprano uomini, donne e bambini”». Infatti, «nonostante i grandi risultati ottenuti grazie ad accordi internazionali, i richiedenti asilo e i migranti che rischiano la vita in cerca di sicurezza e di una nuova casa, sono sempre più vulnerabili».